Testimonianze
Incontro con Padre Tardif
Mons. Frane Franic
Incontro con Padre Tardif
Dal suo ultimo libro "Segni e carismi" - Edizioni SEGNO, Udine, Tel. 0432
609088.
Interviste a cura di Marino Parodi.
(per il parere su Vassula vedi ultima domanda)
Vederlo in azione è vedere in azione lo Spirito Santo. Non tanto per
l'aspetto spettacolare, benché anche nel corso di questo viaggio in Italia
padre Emiliano Tardif abbia riempito gli stadi e le guarigioni miracolose
anche questa volta si siano puntualmente manifestate, bensì perché in lui,
come in tutti i grandi carismatici, il carisma è talmente presente da
comunicare a un tempo un fascino tutto particolare quanto una armonia
soprannaturale capace di far gustare un assaggio di infinito.
Incontriamo padre Tardif a Salerno, dopo una giornata campale: sono quasi
le dieci di sera ed è da questa mattina che il carismatico celebra messe di
guarigione, predica alle grandi folle, incontra e benedice ammalati
praticamente senza fermarsi. L'incontro avviene nella abitazione di padre
Michele Vassallo, suo principale punto di riferimento in Italia nonché
grande amico e collaboratore. Eppure padre Tardif non pare neppure troppo
stanco: squisito e solare come al solito, comunica sempre volentieri,
giacché per lui comunicare è evangelizzare, aprire porte allo Spirito
Santo.
Padre Tardif, anche lei, come i maggiori carismatici e mistici da
tempo ormai fanno, insiste giustamente sulla grandiosa
prospettiva della "Nuova Pentecoste" che il Signore sta
preparando, che anzi è già iniziata. Infatti il recente rifiorire
dei carismi ne è un chiaro segno. Tuttavia, lei sa meglio di
tutti quanto i carismi spesso incontrano difficoltà all'interno
della Chiesa. Qual è a suo avviso il modo migliore per far
comprendere alla Chiesa, che non l'ha ancora compresa,
l'insostituibile ricchezza dei carismi?
Effettivamente, in alcuni ambienti della Chiesa i carismi sono
disconosciuti e rifiutati, talvolta non solo da parte di sacerdoti, ma
addirittura di vescovi e cardinali. Tale chiusura viene giustificata
tendenzialmente con l'idea secondo cui i Sacramenti o il Vangelo
basterebbero. Si tratta di un grave equivoco: troppo spesso oggi la Chiesa
catechizza, senza più evangelizzare. Troppo spesso non è più capace di
annunziare Cristo agli increduli, non ha più segni da dare a coloro che
sono lontani, poiché in qualche modo li ha persi.
Eppure il Signore non cessa di inviarci, oggi più che mai, grandi segni
proprio per dare credibilità al suo annuncio, per salvare l'umanità. Papa
Paolo VI, in una sua catechesi del 16 novembre 1974, affermava che il
Signore elargisce il dono dei miracoli proprio perché questi, attraverso la
meraviglia e l'ammirazione, chiamano alla fede. "Voglia Dio che il Signore
aumenti ancor più una pioggia di carismi per far feconda, bella e
meravigliosa la Chiesa, capace di manifestarsi anche al mondo profano e
laicizzante". Ora, il Signore ha certamente ascoltato questa preghiera, per
cui ci addolora il constatare lo sbarramento che i carismi incontrano.
Non voglio criticare né vescovi né cardinali, ma non si può certo smettere
di esercitare i carismi per non dispiacere a qualche vescovo o cardinale.
Nel corso del congresso carismatico negli Stati Uniti, arrivai a dire,
qualche anno fa, che, se a un vescovo non piacciono i carismi, il problema
non si risolve abolendo i carismi, bensì evangelizzando il vescovo. Il
vangelo infatti trabocca di segni e il Signore ci manda ad evangelizzare
con la promessa che è Lui ad accompagnarci, coi suoi segni appunto. Occorre
la massima attenzione per non permettere che nella Chiesa si spengano i
carismi. Occorre anzi lavorare intensamente affinché tutti scoprano il
carisma nell'evangelizzazione. Basta leggere San Paolo per rendersi conto
di quanto questi doni del Signore siano preziosi e insostituibili.
La strada migliore per far comprendere il valore dei carismi è insomma la
testimonianza, nella preghiera, in un autentico cammino di fede.
Naturalmente, occorre poi evitare qualunque fanatismo e tenere sempre
presente il discernimento.
Del resto, nella Chiesa dei primi secoli i carismi erano il pane
quotidiano...
Infatti: soltanto nei secoli successivi, a seguito del progressivo processo
di sempre maggiore strutturazione e di consolidamento della gerarchia e
della autorità, si iniziò a porli sotto controllo, finendo talvolta con
l'ostacolarli. La Chiesa delle origini, che era molto più spirito che
struttura, viveva invece la realtà dei carismi con grande naturalezza.
Basta una lettura degli Atti degli Apostoli per rendersene conto: profezie,
miracoli e segni divini di ogni genere sono all'ordine del giorno.
Così la "Nuova Pentecoste" sarà in un certo senso il ritorno
della Chiesa antica...
Sì, ma sarà anche un'epoca gloriosa, come mai prima d'ora. Il profeta
Gioele annuncia segni in cielo e prodigi sulla terra e lo stiamo vedendo.
Pensiamo allo straordinario fiorire di carismi in tutto il mondo, ai
numerosissimi mistici e soprattutto mistiche ai quali il Signore affida
quotidianamente i suoi messaggi destinati a tutta l'umanità. Mi piace
ricordare un episodio autobiografico, a questo proposito: nel marzo del
1987, verso le cinque del pomeriggio, stavo predicando a Coatzacoalcos
(Messico), quando tutto ad un tratto una nuvola coprì il sole. Muovendosi
la nuvola, sembrava che il sole danzasse nel cielo. In quindicimila persone
assistemmo al fenomeno! Ecco uno degli innumerevoli segni della infinita
grandezza di Dio!.
Lei ritiene che ci siano sistemi per imparare i carismi?
Il carisma è fondamentalmente un dono, in quanto tale gratuito. Più che
imparare, direi che lo si può rafforzare. Naturalmente tale dono non si può
sviluppare se non si usa. Spesso siamo però noi a porre ostacoli. I carismi
comportano infatti anche una croce che non tutti sono disposti a portare.
L'esercizio di alcuni di questi doni fa sì che alle volte si venga presi
per matti o si venga disprezzati: anche la paura di perdere la reputazione
gioca il suo ruolo. Eppure, molti fedeli, in particolare sacerdoti,
scoprirebbero carismi grandiosi, se abbandonassero questa ed altre paure.
Bisogna insomma morire a noi stessi perché lo Spirito possa passare
attraverso di noi.
A proposito del carisma di guarigione... che a lei, padre Tardif,
il Signore ha così abbondantemente elargito, chissà quante volte
si sarà sentito porre la domanda che segue. Tuttavia, ripetiamola
ancora una volta: perché il Signore guarisce alcuni ammalati ed
altri no?
Il Signore è libero nel suo agire. Questa sarà comunque la prima domanda
che porrò al Signore in paradiso e tornerò a darvi una risposta. Può forse
servire a chiarire un poco le idee una mia esperienza personale, risalente
ad alcuni anni fa. Nella mia comunità d'origine, nella Repubblica
Dominicana, pregammo intensamente, durante una messa di guarigione, per la
salute di una santa donna, madre di famiglia, e per quella di una
prostituta, entrambe moribonde a causa di un cancro all'ultimo stadio. Il
Signore si prese la madre di famiglia, così come noi scegliamo i fiori più
belli da un giardino per portarceli a casa, ma guarì immediatamente la
prostituta, la quale da allora in poi divenne una formidabile
evangelizzatrice del suo ambiente...
Tra i vari carismi, ultimamente ha destato un particolare
interesse quello, per così dire, della comunicazione con l'aldilà
(il quale non ha nulla a che vedere con lo spiritismo, giacché
questo è basato sull'evocazione dei defunti, è cioè un fenomeno
provocato, mentre il carisma in questione si basa sulla recezione
spontanea di messaggi che sembrano provenire dall'aldilà, ndr.).
Lei stesso ha riferito di aver ricevuto, durante un grande
incontro carismatico, il messaggio di un giovane suicidatosi di
recente, il quale voleva tranquillizzare la madre, presente
all'incontro, sul suo attuale stato di grazia, in compagnia del
Signore. Qual è la sua opinione sul problema?
Questo carisma esiste senz'altro: precisamente, è una manifestazione del
carisma di conoscenza. Il Signore può senz'altro volere e permettere che
entrino in comunicazione col mondo terreno anime che ci hanno preceduto e
che vivono ormai nella sua gloria. Attenzione, però: occorre molta
prudenza, trattandosi di un campo assai delicato, ove non è difficile
ingannarsi e sono possibili diverse infiltrazioni da parte dell'occulto,
non escluse le forze maligne, ovviamente. Sarà perciò più che mai
necessario esercitare un sano discernimento, criterio che ci viene dal
Signore, il quale nel Vangelo ci insegna che bisogna giudicare gli alberi
dai frutti. Occorrerà perciò valutare bene, nel singolo caso concreto, se
il fenomeno è inserito in un contesto di fede e se aiuta un cammino in
questa direzione.
A proposito di grandi carismi contemporanei, che cosa pensa di
Vassula Ryden?
"Penso che si tratti di una mistica autentica e sincera: è il Signore che
le parla. La "Vera vita in Dio" è colma di tesori: come avrebbe potuto
questa donna arrivarvi da sola? Trovo molto positivo il recente intervento
del cardinale Ratzinger col quale, oltre a riconoscere gli evidenti,
numerosi e assai positivi frutti della missione di Vassula, ha pienamente
autorizzato i fedeli a diffonderne i messaggi. Del resto, il documento
precedente della Congregazione per la dottrina della fede era una
assurdità: privo di firma, mai ufficializzato, ispirato a una totale
mancanza di conoscenza del messaggio e della missione di questa mistica".
Lettera dell'Arcivescovo, Mons. Frane Franic
Integrità delle verità rivelate nei messaggi di Vassula Ryden,
fedelissima figlia della vecchia santa Chiesa Greco Ortodossa.
Leggendo i libri dei messaggi divini e sapendo che l'autrice, signora
Vassula Ryden, è figlia della Chiesa greco-ortodossa, sono rimasto molto
impressionato nel trovare una fedeltà, secondo mia ferma convinzione,
assoluta a tutte le verità rivelate quali vengono insegnate e spiegate
dalla Chiesa Cattolica.
Faccio umilmente notare che mi sono laureato presso l'Università Gregoriana
nel 1941, quando questa Università era fedelissima alla teologia e alla
filosofia tomista, e che ho insegnato questa teologia per 38 anni, dal 1942
al 1980, nella scuola teologica superiore interdiocesana di Spalato.
Sono venuto a conoscenza delle varie obiezioni mosse al contenuto dei libri
de "La Vera Vita in Dio" da parte di alcuni teologi cattolici ma tali
obiezioni non sono certamente capaci di mettere in dubbio la mia
convinzione che tutti questi libri contengono messaggi autentici dello
stesso Cristo, messaggi che contengono verità riguardanti la fede nel
soprannaturale, alle quali credevano tanto la vecchia Chiesa Ortodossa
Bizantina, quanto la Chiesa Romana fino al momento tanto doloroso della
loro separazione. Di conseguenza i messaggi di Vassula corrispondono alla
vecchia fede della santa Chiesa greco-ortodossa, per cui essa non è affatto
formalmente tenuta a lasciare la sua Chiesa ortodossa per diventare
cattolica.
Di questa ferma convinzione sono anche oggi, dopo il "pronunciamento", a
quanto afferma l'Osservatore Romano del 23-24 ottobre 1995, della "Sacra
Congregazione per la Dottrina della Fede".
Prego il Signore che questo "pronunciamento" venga chiarito e così si tolga
la confusione nella nostra Chiesa e vengano anche tolte le difficoltà che
con il "pronunciamento" stesso sono sorte nelle relazioni ecumeniche tra la
Chiesa Ortodossa e la Chiesa Cattolica.
Sento inoltre di dover dichiarare altresì che nei messaggi contenuti nei
libri di Vassula, ho trovato enunciate molto chiaramente e affermate in
modo sorprendentemente fermo e deciso alcune verità che oggi sono un po' in
crisi nella nostra stessa Chiesa, verità quali la Verginità e la Santa
Maternità dell'Immacolata Beata Vergine Maria, la presenza reale del Corpo
e del Sangue con l'Anima e la Divinità di Gesù Cristo nell'Eucaristia.
Secondo mia umile, ma ferma convinzione, non ci sono e non c'erano errori
né nei primi né nei successivi libri di Vassula. Non c'è alcun errore
quando Vassula parla del Cristo chiamandolo Abbà, o Javhé, né quando dice
che il Cristo verrà in questo mondo per crearvi un periodo della Sua pace,
perché si tratta delle venute storiche del Cristo in questo mondo tramite
la Sua Chiesa che in quel periodo di Pace sarà rinnovata e allora la
presenza di Cristo sarà più visibile da tutti gli uomini in questo mondo,
come diceva la Madonna, Regina dei Profeti, a Fatima e come oggi profetizza
anche a Medjugorje.
Mi unisco perciò a quei vescovi cattolici e a quei nostri teologi che
difendono l'autenticità e la veridicità sincera di Vassula Ryden veggente e
mistica, una delle più grandi dei nostri tempi.
+ Frane Franic Arcivescovo Emerito di Split e Makarska
Ex -Presidente della Conferenza Episcopale Jugoslava
Split, 18 novembre 1995
(da Medj. Genova, n. 49 - Dic. 1995)
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